Riflessioni a margine di un ultimo compleanno

Sta finendo anche questa settimana, le ferie, agosto, i trentanni…

Ieri il mio compleanno devo dire che è volato, e ora inizia il countdown verso i famigerati 40…

Non so, in generale non mi sento né mi vedo ancora con tutti questi anni addosso. È vero che tante cose e tante abitudini sono cambiate. Non mi piace andare a dormire troppo tardi né svegliarmi a mezzogiorno, cosa che neanche mi riesce. Non vado per feste né locali, non mi strafogo di schifezze e alcol. Non ho una gran vita sociale e sono piuttosto dipendente da serie tv, libri e silenzio. Sono forse più i sabato che resto a casa che quelli che esco, le uscite infrasettimanali manco le contemplo, specie quando faccio sport a pieno ritmo.

Ecco, se tutto ciò vuol dire avere 40 o più anni, allora ci siamo.

Per altro mi sento invece ancora una giovincella. Sono sicuramente ancora una figlia viziata, sono pigra, un po’ egoista. Sì Vedo la mia faccia con un bel po’ di rughe, curo il mio corpo male nel senso che potrei fare molto di più, coccolarmi con trattamenti specifici e via discorrendo ma sono discontinua. Ho ancora tantissime questioni aperte con me stessa. Non mi accetto in tutto e per tutto, perennemente insicura, a volte rancorosa, paranoica, facilmente irascibile. Lunatica, cambio umore spesso, nel bene e nel male. Perennemente in conflitto con il mio lato esteriore, con la mia famiglia, con il lavoro.

Ho rimpianti e qualche rimorso.

Vado d’accordo con sempre meno persone o mi interessano poco i rapporti finti. Ma a quei pochi che ho cerco di dare tutta me stessa ma nel mio modo, che a volte ammetto essere un po’ spigoloso. Con alcune critiche oramai ho imparto a convivere, altre probabilmente non le accetterò mai, specie quelle che mi creo nella mia testa. Mi piacciono le sorprese, stupire e stupirmi. Mi piace essere coccolata, amata, prendermi cura di me con le giuste attenzioni, i viaggi uh quelli sì e diciamo ancora alle crociere non sono arrivata.

La mia vita mi piace, mi piace quello che ho, so che sono fortunata per questo ogni tanto ho paura di perdere tutto. Persino ho paura della morte cosa a cui ora, a quasi 40 anni, penso molto di più.

Quindi forse sono davvero quello che sono, una quasi quarantenne, quasi risolta, quasi donna, quasi… ma una cosa la so. Mi voglio bene e cercherò sempre di prendermi cura di me, perché è il primo e unico passo per prendersi cura degli altri.

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