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Continuiamo così, facciamoci del male

Ci sono poi quei giorni in cui è veramente dura e niente va come deve. Anche le stupidagini, tipo alla fine della giornata ritrovarti pure l’insegnante di Acquafit che detesti e che eviti come la peste, a rovinarti anche quei trequartidora che sei riuscita a strapparti in questa giornata di deliri.

Deliri delle persone, soprattutto. Deliri di onnipotenza di chi si sente sto cazzo – e sto cazzo non lo è affatto – e ti sfianca in tutti i modi e svaluta i tuoi sforzi e il tuo lavoro, che oltretutto fai anche a buffo, rimettendoci, pur di venire incontro a questi deliri. Persone che per te non valgono niente, specie dopo certi atteggiamenti, e ti ci trovi tuo malgrado ad averci a che fare nonostante avessi detto da subito che era meglio starne alla larga. Errori che si ripetono, sempre, con lo stampino, dai quali sembra non si impari mai.

E poi la delusione di quelle persone a cui invece tieni e che non capiscono che proprio per loro accetti certi atteggiamenti, e che anziché stare dalla tua parte, che è quella giusta perché è anche la loro, ti si rivoltano pure contro.

Ecco in giornate amare come queste davvero non posso che scoraggiarmi, che chiedermi perché, chi me lo faccia fare e tutto il resto, nonché prendermela con me stessa, per essere come sono, per prendere sempre tutto così maledettamente di petto e di pancia e non riuscire mai ad impormi come devo, a farmi valere, pensando di fare meglio ad essere sempre accomodante e non cercare scontri quando poi sono gli scontri che arrivano comunque da te.

Giornate in cui invidi profondamente le teste di cazzo perché sono beate nel loro essere e passano sopra tutto e tutti come caterpillar e niente li scalfisce. Invidi anche chi comunque non si fa scalfire da niente non perché testa di cazzo ma perché semplicemente intelligente (o furbo) nel sapersi fare i fatti propri senza i minimi scrupoli. Perché ha capito che tutto questo è un circo per cui non vale proprio la pena pagare il biglietto.

Tu però al momento hai pagato un abbonamento non dico a vita ma almeno pluriennale, e quindi te attacchi al cazzo e se non capisci che devi cambiare atteggiamento pure tu, starai sempre peggio.

Ecco quelle giornate di anntevene tutti a quel paese, pure il maledetto insegnante brutto di acquafit, e meno male che c’è ancora l’uovo di pasqua.