Sento puzza di marcio

Io il razzismo non lo capirò mai, mai! E onestamente neanche voglio perderci tempo a capire le motivazioni di ignoranti e caproni che per il solo motivo di esser nati da una parte dell’emisfero, si arrogano il diritto di sentirsi superiori ad intere popolazioni, razze. Sarà che per me davvero il mondo è di tutti, basta rispettarlo e basta rispettare le leggi e la decenza. Onestamente trovo più vergognoso che miei soldi vengano spesi in escort o mutande verdi, piuttosto che per aiutare persone in difficoltà. Se ne approfittano? C’è del marcio? Sarà, ma quando sento puzza di marcio mi vien più da puntare il dito su un italiano – politico o simil – che su un uomo di colore. Gente ignorante, che non vuole documentarsi né perder tempo a leggere un giornale. Eppure si ha tempo e voglia per fare le barricate davanti ad una scuola per impedire ad una bambina, italiana, di entrare regolarmente in classe perché reduce da un viaggio in Africa. Si ha il tempo di organizzare festini e stuprare lavoranti per il semplice fatto che, per non si sa quale motivo, ci si senta superiori e già tanto che offriamo loro la possobilità di calpestare la stessa terra. Si ha il tempo, la necessità di delinquere in mille piccoli altri modi, dal non fare e chiedere lo scontrino, le fatture, il biglietto dell’autobus. Ma noi siamo italiani, lo possiamo fare. Lo facciamo, tutti. È nel DNA. Rubano gli altri, rubiamo tutti. E a poco a poco, siam arrivati a questo punto, siam arrivati ad odiare tutti. No anzi, solo gli stranieri. E i gay.
E sì, i “froci” non sono una priorità, stanno bene dove stanno, possibilmente lontani, e gli immigrati sono delinquenti ed invasori. Non capendo, banalmente, che una regolarizzazione di un bambino/ragazzo nato in Italia, cresciuto in Italia, residente in Italia (al posto di molti altri che per un motivo o un altro hanno fatto fagotto e se ne sono andati) vuol dire un futuro di tasse da pagare, allo stato italiano.
È vero che il Paese vessa in situazioni critiche e che forse nel dramma e con la fame si tende a dare il peggio di sé secondo un’atavica logica del “mors tua vita mea”, ma possibile che ancora non si capisce che un Paese che non riconosce diritti civili, che non riconosce la libertà di culto, espressione, il colore della pelle… è un Paese che può solo che continuare a marcire? Quanto incide in questi sentimenti di paura e annebbiamento (mentale) la gravità del momento e quanto una deficienza, intesa come mancanza di senno e razionalità congenita? Banalmente… ci siete o ci fate? Perché se ci siete, uno stato civile farà in modo di occuparsi anche di voi, se ci fate allora potete tranquillamente sloggiare voi, che davvero di problemi, seri, ne abbiam tanti.

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