O la vita o la pochette

Le mie borse sono un macello. La maggior parte ha forma king size, quindi si riempiono facilmente di tutto, dal portafogli agli occhiali, dalle sigarette alle penne e agendine, dal pranzo ai guanti, a blister di medicine di cui a volte è illegibile il nome, fino ai calzini di scorta dovessi avere freddo.
I fondi poi sono un labirinto di cartacce, scontrini, lucidini, mollette, tabacco, accendini, resti di caramelle e gomme appiccicose.
Così ogni volta per trovare chiavi e cellulare è una lotta, un ravanamento grottesco, compiuto non senza sottofondo di madonne e puntualmente sotto casa, magari con annesse buste della spesa e cani ululanti.
Quindi spesso cado nella tentazione, a mio parer intelligente, di comprar bustine e pochettine dove riporre le cose più importanti e trovarle subito.
Da HM in fila in cassa… che fai non la compri a 95 cent? In spiaggia dal marocchino, più quelle meravigliose in omaggio con prodotti cosmetici che il più delle volte non ti servono e compri appositamente. E poi sotto natale magari te le regalano anche, evviva!
La trovata di cui vado più fiera viene addirittura da NY ed è stato un tris a più dimensioni di Tommy Hilfigher. Bello, finalmente qualcosa di elegante e non le solite mie pecionate.
Il trittico è nero. Nero pece. Tutte le mie borse sono nere, nere pece. O marroni, marroni marroni.
Dunque… se mi ci vogliono mediamente dai 2 ai 5 minuti a trovare chiavi d’argento e telefono dalla custodia rossa, quanto mi ci vorrà a trovare ste cazz de pochette??

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