L’autoterapia di Anais

Il corso di scrittura entra sempre più nel vivo. I miei compagni d’avventura sono forti e… particolari. Già loro potrebbero essere fonte d’ispirazione per tanti racconti.

Ho scritto i miei primi 2 brevi “inizi” di racconto. Ancora non li hanno corretti, per cui mi crogiolo ancora un po’ nella soddisfazione. Non tanto di quello che ho scritto, quanto dell’esserci quanto meno riuscita.

Ieri abbiamo dovuto leggere il nostro “Perché scrivo”. Sono uscite tante cose interessanti, tra chi scrive per perfidia, per rivalsa, per noia, per svago, per bisogno, chi per respirare, per evadere, per pensare, per mettersi alla prova… e per diventare uno scrittore (sì sì, qualcuno sotto sotto l’ho tanato.)

Vi riporto le mie motivazioni, meno auliche di altre ma, di fatto, mi hanno portato su quella sedia.
A onor del vero il testo andava scritto come flusso di pensiero, senza punteggiatura, al massimo qualche virgola. Ma per non passare da analfabeta, qui lo riporto “corretto”.

Scrivo perché ho bisogno di tirare fuori dalla testa tutti i pensieri, tanti, che l’affollano.
Soffro spesso di emicrania e ho trovato in questo una piccola terapia. Scrivo quando sono triste, arrabbiata, delusa, felice.
Scrivo di me da quando sono bambina e non riesco a farne a meno: per mettere ordine, per autoterapia, perché leggere nero su bianco tutte le mie cavolate mi aiuta a prendermi più sul serio oppure a sdrammatizzare quando serve.
Scrivo di ciò che mi circonda e mi colpisce, per non perdermi di vista le cose che più mi piacciono o quelle che mi infastidiscono e non sempre trovo gli interlocutori giusti con cui condividere le mie idee, particolari, sfumature, inezie… 
Scrivo perché adoro il suono di alcune parole, la bellezza e la varietà della nostra lingua, i sinonimi, i verbi: sono tanti tasselli che è bello incastrare e scastrare cambiando ogni volta il puzzle finale che ne esce. Ho sempre odiato i puzzle perché schemi preconfezionati e rigidi, le parole sono invece come un’autostrada enorme dove puoi scegliere le destinazioni che preferisci ed è stranamente piacevole perdersi.
Scrivo quando non posso fotografare o scrivo insieme alla fotografia, che è un altro mezzo di comunicazione senza il quale difficilmente potrei stare.

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