Archivio | Maggio 2012

Destock e detox yourself

Ma quanto cavolo è difficile resitere al canto di sirene intonato da fantomatiche creme miracolose?

Oggi sono passata davanti ad una farmacia dove mi capita di passare spesso con noncuranza, invece oggi, attratta da un richiamo lontano e quasi impercettibile, ho sentito l’esigenza di fermarmi.

E la vetrina era un tripudio di sabbia, stelle marine, granchietti e reti da pesca (mazza che fantasia sto farmacista!) tra cui si ergevano le silhoutte lussuriose di creme di ogni marca e ogni tipo.
Destok, detox, lipocell, liposculture, lipocul, levo de quà, piallo di là, caffeine, guaranà, supermegamiracolosi ritrovati adiposlim..
Che poi l’immagine che il mio corpo e la mia pelle o ciccia che sia vadano “destoccati” a mo’di pacco, mi fa anche un po’ antipatia..

Comunque, al momento ho resistito…in anni e anni di abbindolamenti e untuosità mi sento di spezzare una lancia solo a favore dei mitici fanghi guam e di una crema drenante della Lierac dalla bellissima confezione viola, che mi faceva pisciare più di un litro di birra.

Ma attendetevi prima o poi un altro post da lacrime di coccodrillo cicciotto e impomatato.

Trenitalia tho fregata!

Finalmente! Possibile che riesca a viaggiare in Europa ai prezzi più convenienti, e quando invece si tratta di visitare il mio bel Paese devo demordere a causa di tariffe ferroviarie a dir poco da capogiro??!

Ma finalmente questa volta le mie ricerche sono state ripagate! E cosi a settembre i cinici sene tornano a Venezia, per un romantico week end fotografico, e volendo anche cinematografico (essendo i giorni del festival) alla modica cifra di 56 euro in due a/r.

Si accettano proposte di lavoro come personal travel low-budget account!

Vecchie e sane abitutidini

Quando ero studentessa ogni giorno scrivevo la mia tabella di marcia sul foglio di un blocco notes. Ogni pausa quando non era sigaretta era intermezzo musicale: appena sveglia dopo il caffè, prima di iniziare, poi dopo pranzo, a fine pomeriggio e dopo cena se dovevo anche allungarmi un po’la notte.
Poi prima di richiudere il blocco mi dava un gran gusto sbarrare le cose fatte con la biro.

Ecco, anche ora mi organizzo le giornate così, fissando la mia tabella di marcia, altrimenti il rischio digressioni è enorme.
E giornate come oggi, che sono riuscita a fare tutto come da progamma, mi danno una gran soddisfazione!

Certo, non so perché abbia poi deciso di festeggiare il tutto ascoltando Giorgia…e il mio giorno migliore…

People (and fashon) changes #2

Le simil Birkenstok dorate e sbrilluccicose sono quanto di più elegante che il mio abbigliamento estivo possa avere.

Eppure c’è stato un tempo che potevo dire la mia nelle notti localare romane (e pugliesi..)…but this must be the place…

Ich bin ein berliner

Avrei tanto voluto essere a Berlino questo week end. A dire il vero spesso vorrei trovarmi a Berlino, adoro questa città, ma questo week end più del solito.
Si tiene infatti in questi giornu il carnevale delle culture, una tre giorni di carri, sfilate, colori e persone provenienti da tutto il mondo.
Avrei tanto voluto esserci e fare le foto, invece niente sono qui. La mia condizione di semi disoccupata non percepiente reddito non me lo concede.
Strano come quando si lavora non si ha nno ferie o soldi per viaggiare, ora si ha tempo ma non soldi. C’è sempre una costante ad ogni modo..

Comunque sia sono stata ad un bistrot alle porte di villa pamphili. Non c’ero mai stata, e a suo modo mi ha ricordato molto un bistrot berlinese vicino lo zoo.. brecciolino, sedie pieghevoli in ferro battutto, pioppi e bimbi biondi.
Se non fosse che al posto di una weiss ho sorseggiato una cedrata, avrei davvero potuto chiudere gli occhi e pensare di essere a Berlino.

Shangai stories

Anais: “Che bello il suo cane signore, come si chiama?”
Signore: ” Da lontano se chiama cor fischio… Da vicino se chiama Perla”.

Nota di colore: il signore in questione è famoso nel quartiere per essere stato il sosia del Monnezza.. “Er monnezza l’ho inventato io..”.

Da donna a donna

Non ho mai avuto amiche particolarmente complimentose, né di conseguenza io sono solita andare troppo al di là di “quanto stai bene oggi” “che bella maglietta, ti dona il rosso” “che bei capelli”.
Mi chiedo però che effetto avrebbero potuto avere sulla mia autostima alcuni complimenti che leggo in giro, specie su facebook, fatti tra donne e donne:

“quanto sei bona amore mio”
“tesora sei fantastica, semplicemente bellissima”
“sei stupenda!”
“sei fantastica, un sogno”
“bella topolona!!!”
“bella patata, quanto sei gnocca!”

Senza voler assoultamente mettere in dubbio la sincerità e veridicità di certe affermazioni, ma non le trovate un po’forzate?!

Come per molte altre cose nella vita, da una parte ne sono attratta e forse mi piacerebbe che qualcuna una volta tanto mi dicesse che sono bella (forse un po’ meno che sono bona) forse perché il consenso tra donne è spesso molto piu’importante di quello dei maschi, ma dall’altra ammetto che mi creerebbero un certo imbarazzo.

Ma non sono poi gli stessi commenti che se poco poco celi facesse un uomo gireremmo i tacchi (oppure taceremmo di spam) infastidite?

Potere operaio

Tanto x continuare sullo sputtanamento.. Ebbene lo confesso: sono stata una di quelle tristi ed emaciate ragazze vestite di eskimo e capelli crespi, che andavano di casa in casa tentando di vendere “Lotta Comunista”. Tra un vaffa e l’altro…

Per cui mi ha fatto un’immensa tenerezza una piccola Anais che oggi davanti alla metro andava gridando “Sostenete i circoli operai. Comprate lotta comunista”.
Se melo trovate un Vero circolo operaio giuro che melo compro.

Ma comunque: chiudono colossi dell’editoria mentre lotta comunista ancora campa?? Questo si che è vero potere operaio.

Boa sorte

Ciò che più amo della fotografia è come riesca a farmi trovare nelle situazioni più impensabili, o in ambienti e tra persone che forse difficilmente mi troverei a frequentare o persino conoscere.
Salvo poi sentire che è esattamente lì che voglio stare e mi chiedo come è stato possibile non arrivarci prima.

E la forza che mi regalano questi incontri, le sinenergie che si creano, a volte sin dalla prima impressione, sono adrenalina pura, piccole pillole di buon umore misto ad eccitazione cui non riesco a sottrarmi.

Quell’emozione che ogni giorno è diversa, e le foto di ieri non saranno mai come quelle di domani..

Ma la notte…

Ultimamente vivo una notte tutta mia.
Da quando non devo alzarmi piu’ presto e ho cambiato bioritmo, la sera faccio fatica ad addormentarmi presto.

Son sempre stata una bambina che alle 21 sprofondava già nei suoi sogni fatti di caramelle e pupazzetti. Non sono mai riuscita a studiare la notte, né tanto meno a lavorare. Ho ricordi però bellissimi di nottate di chiacchiere e lunghe ed intime passeggiate, quando sembra che alcune parole e alcune confessioni possano venir fuori solo con la complicità del buio. Nottate fatte di sigarette fumate fino all’ultimo espirando tra le tapparelle delle mia cameretta, ma anche notti in ambulanza, su strade impervie e case disperate, tra le sofferenze degli ultimi, e quell’odore acre di sangue e sporcizia, che non dimentichi, la morfologia degli arti tra le tue mani spaventate. Come il suono di quelle costole, che massaggiavi quando era oramai troppo tardi..E vedere arrivare la notte più nera, quella da cui indietro non si torna più.

E poi ci sono nottate come queste, fatte di ore di musica e pensieri che vanno random, liberi di andare e tornare.
Al buio con me stessa sento di poter far tutto e le idee migliori mi scorrono tra le vene pulsanti del mio cervello, che ultimamente non conosce riposo. Mi sento forte e ottimista e possibilista.

Ma poi la mattina la luce spazza via tutto, e tornano i dubbi e le insicurezze e non c’è traccia di ieri.

Ecco perché vorrei che non finissero mai queste mie notti.

Tra le mie tante paure, l’unica che non ho mai avuto è quella del buio. Specie se esclusivo…

Buonanotte